il DSM
IL DSM
Non esiste una linea netta che separa le persone "normali" da quelle che soffrono di disturbi. Ognuno di noi vive momenti di crisi (lutti, fallimenti, stress), ma normalmente riusciamo a superarli. Un disturbo psicologico si verifica quando questi disagi diventano intensi, persistenti e impediscono alla persona di vivere bene la propria vita quotidiana.
Per classificare questi problemi, gli esperti usano un manuale chiamato DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), che elenca e descrive le caratteristiche dei vari disturbi senza basarsi su una specifica teoria, ma sull'osservazione dei comportamenti.
Esistono diverse tipologie:
• Depressivo: Profondo senso di vuoto, stanchezza e anedonia (incapacità di provare piacere).
• Ansia: Paura sproporzionata rispetto al pericolo, inclusi fobie e attacchi di panico.
• Ossessivo-compulsivo: Pensieri intrusivi (ossessioni) seguiti da azioni ripetitive (compulsioni) per ridurre l'ansia.
• Alimentari: Distorsione dell'immagine corporea che porta a condotte pericolose verso il cibo (es. anoressia, bulimia).
• Post-traumatico: Ripercussione di eventi terribili, con incubi e evitamento di stimoli associati al trauma.
• Dissociativo: Presenza di personalità alternate all'interno della stessa persona.
• Schizofrenia: Grave perdita di contatto con la realtà (allucinazioni e deliri).
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